Spogliate fino alle ossa. La fotografia di Sinapsi.
La fotografia di Sinapsi è carica di significati e di stati d'animo differenti. Guardarla non si riduce al puro e semplice buttare l'occhio, trovare il senso nelle pieghe dei soggetti che la riempiono è il punto ultimo del suo lavoro ma non l'unico. L'assoluta comunicatività dei suoi scatti è una controversa didascalia appena sotto l'immagine che sembra voler dire che non si è mai nudi anche se vestiti solo della propria pelle.
Cominciare qualcosa così per caso e arrivare in poco tempo a non poterne fare a meno è la condanna che colpisce tutti i drogati di arte. Per la fotografia questo discorso assume dei contorni grotteschi e pieni di suspence, non è come per il regista che ha nella mente “scene”, o come per il pittore che riempie la “scena” poco alla volta. Il fotografo è un killer spietato che ti rende immortale appena poco dopo averti “ucciso”, e più di ogni altro veicolo d'arte la fotografia è la riproduzione della realtà pur se viziata dalla carenza di dimensionalità. Un panorama in incredibile espansione nel nostro paese e caratterizzato da una ampissima diversificazione nei generi e nelle scelte artistiche, ambienti, nature, vive e morte, disastri, luci ed ombre, ma soprattutto i corpi, la flemmatica espressione della vita e del suo potere sulle membra mentre queste si adagiano o si scatenano. Questa è la droga e il nutrimento di Sinapsi, un agghiacciante mix di ferocia e rilassante quietezza che non digerisce l'abito usato come maschera e che scivola su ogni centimetro di pelle del corpo femminile. Quello stesso corpo che è il tema principale delle sue manie e delle sue istantanee, è come voler imprimere un approfondito esame delle sue caratteristiche fondamentali e allo stesso tempo non dare la misura delle sensazioni. Donne pressoché prive di espressione che comunicano con chi guarda solo attraverso le pieghe articolate che assumono negli scatti, un flusso di emozioni non facile da descrivere al di fuori del puro e semplice guardare, nel riconoscersi e un po' volersi immischiare negli ambienti, nella totalità fredda e quasi morta dei toni e dei colori dei rivestimenti umani, veri e propri protagonisti delle foto. Nato e cresciuto lungo l'asse Genova-Milano, calderone bollente di numerosi talenti dello scatto, Sinapsi è un “novellino” che agisce da sicuro e navigato professionista in un campo che ha iniziato a frequentare giusto un paio di anni fa quando si trovò in mano una Nikon a pellicola che lo portò a scattare qualcosa come trenta rullini in una settimana, per poi portarlo a prediligere il digitale e la possibilità di poter lavorare e modellare i suoi scatti a sua sensazione non solo in veste di fotografo ma anche in quella di grafico. Da qui alla sperimentazione sui soggetti delle sue foto il passo è breve e accattivante, corpi generosi in assoluto contrasto con la preminenza dell'ossatura degli stessi, soprattutto nell'evidenza delle casse toraciche che sembrano voler strappare via la pelle per mettersi in mostra e ancora di più i primi piani sui genitali che suggeriscono voglie o esibiscono vergogne impossibili da nascondere. Una piccola infarinatura del tutto proviene dal modo di usare i colori e le tinte di Clayton Cubitt piuttosto che le sue idee e le sue atmosfere, ma la fotografia è prima di tutto un'ispirazione personale e un modo di vedere le cose che non può che diversificarsi da chiunque altro. È anche la descrizione di un viso completamente avvolto dai capelli che sa di una immane violenza ma che allo stesso tempo non filtra allarmi immediati, un corpo “morto” che sa più di evidente tranquillità che di rabbia immane. Dare un resoconto di quello che è Sinapsi e di quello che raccontano i suoi lavori è un compito difficile e ancor di più ingiusto se a questo non vi si aggiunge una propria personale impressione nel guardare le sue foto, una occasione per poterlo fare potrebbe essere quella di recarsi a Bologna il 23 Giugno, nel contesto della mostra fotografica Irnerio23 che da anni ormai rilascia lavori di grandi talenti della macchina fotografica. La pienezza della qualità del lavoro di Sinapsi elude gli oggettivismi, come qualcosa che è scritto in un diario segreto e anche a rivelarlo non mostra mai le intenzioni dal lato dello scrittore, il giudizio resta personale e le impressioni sbrattano fuori dalla testa in mille maniere differenti, un talento a così tanti livelli di lettura che non si riduce mai a puro e semplice scatto ma vira su ambiti che quasi fanno ripensare tutte le certezze sull'anatomia umana e sul suo perfettibile funzionamento.
Per ulteriori informazioni:
Sinapsi official web page
Sinapsi official myspace page
Irnerio23 officiale web page