Viaggio nel fantastico mondo di Ray Caesar.
Quello che accade osservando un'opera di Ray Caesar è un vero e proprio viaggio in un altro mondo. I suoi lavori sono finestre che danno su un universo di visioni, dove il confine tra realtà e sogno è così labile da non essere più distinguibile.
Nato in Inghilterra ma trasferitosi in Canada quand'era molto giovane, Ray Caesar è considerato uno degli artisti più rappresentativi del movimento pop surrealista: corrente artistica nata sul finire degli anni sessanta in California che unisce gli automatismi psichici del surrealismo ad elementi appartenenti alla cultura pop underground.
Uno degli aspetti più suggestivi dei sui lavori riguarda la loro realizzazione tecnica tanto che si parla di “manierismo tecnologico”. Egli parte, infatti, dalla creazione di “quadri digitali” tramite l'uso del programma 3D Maya che vengono poi stampati su lastra o carta fotografica. Il risultato sono opere caratterizzate da una composizione complessa, da una minuziosa attenzione al dettaglio e da un forte realismo ottenuto anche dal particolare uso della luce volta a sottolineare espressioni, pose e movimenti. Non a caso l'artista stesso cita tra i suoi riferimenti Edward Hopper, uno dei maestri della pittura americana il cui desiderio era “dipingere la luce di una stanza”.
Da Hopper si può riprendere anche per Caesar l'idea di uno sguardo sul mondo, che egli volge verso universi onirici e senza tempo. Protagoniste delle sue opere sono per lo più giovani figure femminili: seducenti, bianche e luminose ma che spesso diventano delle creature i cui corpi sono il risultato di un unione con una parte animale o con una meccanica - tecnologica.
Così l'arte di Caesar inizia a configurarsi non solo come il risultato di meravigliose visioni ma anche come una consapevole riflessione sulla realtà odierna ed alcune sue problematiche. Nella realizzazione di ibridi metà donna e metà animale non si può non pensare all'attuale sviluppo delle tecnologie scientifiche, dove la creazione di questi esseri non è più qualcosa di assurdo ma di quotidiano. Interessante è anche la scelta che l'artista fa dell'animale da unire alle figure femminili: la medusa ed, in particolare, i suoi lunghi tentacoli, questa infatti rappresenta simbolicamente la connessione con il mare, l'acqua ed i misteri dell'inconscio. Vere e proprie donne – medusa sono quelle di opere come The Descent (2008) e Ebb Tide (2007).
Ray Caesar, The Descent, 2008, digital ultrachrome, 183x121 cm
L'unione umano – macchina è, invece, trattata da Caesar secondo tre diverse categorie. Nella prima, la parte meccanica è unita al corpo umano creando dei cyborg (organismo cibernetico) come in Coming undone (2007) o Roundabout (2006). Nella seconda, l'essere umano è inserito all'interno di macchine complesse che sembra quasi pilotare, come in Metatron (2008) e Blackbird (2004). Nell'ultima, la parte meccanica è trattata come un prolungamento del corpo umano come in Harvest (2008) in un foucaultiano rimando all'idea della tecnologia come protesi.
In quest'ultima opera appare anche un altro aspetto caratterizzante l'iconografia di Caesar: l'importanza data alle mani. Sono proprio le mani che l'artista sceglie come arto da deformare, le cui dita vengono prolungate diventando dei lunghi artigli, basti pensare ad opere come Kitten (2003) e In the all of ages (2005).
Ray Caesar, Metatron, 2008, digital ultrachrome, 183x121 cm
Sia questi esseri sia le figure umane classiche sono inserite dall'artista in ambientazioni che richiamano le epoche passate, in particolare la Francia della metà del settecento e l'Inghilterra elisabettiana.
Soprattutto è il riferimento alla prima che in alcuni lavori appare evidente. In lavori come From Such Foulness of Root Does Sweetness Grow (2009), French Kiss (2009) e Mourning Glory (2008) i richiami al periodo ed all'arte rococò francese si riscontrano nell'abbigliamento, nelle acconciature femminili e nell'arredamento ricordando i lavori Jean-Honoré Fragonard e Francois Boucher.
Le opere di Caesar vanno al di la della semplice contemplazione estetica perchè rivelano al loro interno una sapiente costruzione ricca di riferimenti che porta alla riflessione ed a numerose interpretazioni.
Biografia.
Ray Caesar nasce a Londra nel 1958, da giovane si trasferisce a Toronto dove vive e lavora. Ha esposto prevalentemente negli Stati Uniti, ma anche in Canada, in Australia, in Francia e in Inghilterra. Laureato in architettura presso l’Art College for Design & Architecture di Ontario, Ray Caesar ha lavorato come illustratore all’interno del dipartimento di arte e fotografia medica di un ospedale pediatrico di Toronto. Parallelamente, ha operato per diversi anni nell'industria del cinema e della televisione, come addetto agli effetti speciali e all’animazione digitale, oltre a dedicarsi alla pittura.
Solo quando decide di lasciare il lavoro, dopo una serie di eventi dolorosi che colpiscono la sua vita privata, egli diviene l’artista che oggi conosciamo. Abbandona la pittura e da quel momento la sua immaginazione, arricchita dai suoi ricordi, dalle sensazioni e dalle riflessioni su ciò che ha vissuto, trova forma in figure tridimensionali che realizza al computer con il programma “Maya”, operando in maniera simile a quando lavorava nell'industria del cinema.
Ray Caesar è rappresentato in Italia dalla galleria Mondo Bizzarro di Roma che gli ha recentemente dedicato la seconda personale “Sogni di cristallo” in cui sono state presentate alcune opere recenti (anche inedite) ed altre realizzate fra il 2003 e il 2008.
Immagine di copertina: Ray Caesar, French Kiss, 2009, digital ultrachrome on paper, 86.36x106 cm
Copyright immagini: galleria Mondo Bizzarro.
Per ulteriori informazioni su Ray Caesar:
www.raycaesar.com
www.mondobizzarro.net
www.jonathanlevinegallery.com